I ragazzi del Don Orione

“Il diritto naturale di occuparsi degli altri”: il contratto sociale

LA RETE DELL’ECONOMIA SOCIALE INTERNAZIONALE RESINT VERSO IL BENESSERE


Viviamo in un’epoca dove l’instabilità e la frustrazione hanno il sopravvento. Viviamo in una società dove la protezione viene vista come un aspetto secondario. Oggi, appare evidente che a capo di queste problematiche emerge una consapevolezza: la protezione sociale viene considerata un beneficio da assicurare solo se vi sono risorse sufficienti. La qualità dei servizi non ha più un impatto sulle disuguaglianze, perché si affida ad una variabile economica. Per vincere questa sfida, occorrerebbe mettere in luce lo sviluppo delle società e le loro funzioni. Bisognerebbe considerare le preziose peculiarità del concetto stesso di impresa sociale, quelle che considerano il reinserimento della persona con difficoltà fisiche, psichiche e ambientali. Pertanto, affidandomi a quanto è scritto sul libro, “Il budget di salute e il welfare di comunità” di Angelo Righetti, è stato quasi inevitabile confrontare due periodi e continenti e teorie diversi tra loro. Era il 1929, quando la crisi dei mercati finanziari segnò l’inizio di una nuova era per gli Stati Uniti. Dopo le conseguenze amare che portò anche all’Europa la lunga depressione e che segnò il periodo successivo al crollo di Wall Street, il primo a provare una risalita fu Franklin Delano Roosevelt. Successivamente venne eletto Presidente e dal 1932 aumentò il controllo dell’intervento statale. Si iniziò a concepire l’idea di uno stato incentrato al benessere dei cittadini, con forme di protezione avanzata. Oggi, possiamo dire che il welfare è diventato un lusso che le nostre economie non possono più permettersi. “Ormai è chiaro che il welfare è sotto attacco”, continua Angelo Righetti. Infatti, proprio il suo volume spiega come i sistemi di protezione sociali siano insostenibili e costino troppo, al punto che le società umane non possono più sostenerli.

“Ogni individuo dovrà essere considerato come autonomo, non come l’appendice di qualcun altro. È dunque necessario creare le condizioni economiche e sociali che ci renderanno finalmente individui indipendenti.”

(Manifesto del Partito Socialdemocratico svedese, 1972)

Da quello che veniva considerato il welfare assistenziale, a un welfare dei servizi, si è passati a un welfare dei consumatori. Ma partendo dai bisognosi escluse istituzionalmente, può nascere una nuova area di produzione capacitativa che chiamiamo,economia sociale. Attenendomi sempre alle parole di Angelo Righetti, bisognerebbe considerare il punto di vista economico, che vede l’assistito come oggetto passivo di un’attività e che non crea valore aggiunto ma brucia risorse generate in altre aree dell ‘economia e della società. Insomma, siamo propensi a pensare che il welfare possa diventare elemento di innesco di processi capacitativi di produzione ed è per questo che abbiamo fatto un salto nel passato e ci siamo imbattuti in piccoli concetti spinosi ma, spero introduttivi e conoscitivi; lo abbiamo fatto per mostrarvi la necessità di ripartire dal tema fondativo del welfare, e per esporvi le finalità e il significato del nostro Contratto di Rete. Il contratto di rete Res-Int si è costituito nel 2013 ed ha come finalità l’acquisizione e l’implementazione di un innovativo strumento destinato a migliorare il livello di qualità del sistema produttivo e del welfare comunitario, con specifica attenzione alla responsabilità sociale d’impresa. I settori a cui facciamo riferimento sono: turismo sostenibile e accessibile, agricoltura responsabile e biologica, design ecologico e sociale, energia rinnovabile e efficientamento energetico. Il nostro obiettivo è di permettere da un lato il mantenimento dell’indipendenza e dell’identità delle singole imprese partecipanti, dall’altro il miglioramento della dimensione necessaria, per competere sui mercati globali, valorizzando ciò che non si può delocalizzare, ovvero il territorio. Troverete sotto indicato le modalità di adesione e le specificità del contratto di rete.